Incarico temporaneo al Cassero di Bologna
Una decisione destinata a segnare un passaggio importante nella storia del movimento LGBTQIA+ napoletano. Il Consiglio Nazionale di Arcigay ha revocato all’Associazione Antinoo Napoli la funzione di Comitato Territoriale di Napoli, ruolo attraverso il quale, per anni, la storica realtà partenopea ha rappresentato Arcigay nella Città Metropolitana.
La decisione, approvata quasi all’unanimità dal Consiglio Nazionale, non comporta l’espulsione di Antinoo dall’organizzazione nazionale. Si tratta di una distinzione fondamentale: ciò che viene meno è il rapporto fiduciario che consentiva all’associazione napoletana di rappresentare Arcigay sul territorio.
Nel comunicato diffuso il 20 luglio 2026, Arcigay chiarisce infatti che la funzione di Comitato Territoriale non coincide con la semplice adesione all’associazione nazionale, ma costituisce un mandato di rappresentanza fondato sulla fiducia, sul rispetto delle regole comuni e sulla capacità di costruire percorsi condivisi con gli organismi nazionali.
Alla base della decisione vi sarebbe un percorso durato diversi mesi. Arcigay riferisce di numerosi tentativi di confronto e conciliazione e di una successiva istruttoria condotta dalla Delegata ai Territori, durante la quale sarebbero stati raccolti episodi considerati incompatibili con alcuni dei valori ritenuti non negoziabili dall’associazione.
Il comunicato non entra pubblicamente nel dettaglio dei singoli episodi, ma utilizza parole politicamente molto nette: parla del venir meno delle condizioni di fiducia e di confronto democratico, nonché della necessità, per il Consiglio Nazionale, di intervenire a tutela delle socie e dei soci, degli altri comitati e della stessa credibilità dell’organizzazione.
L’incarico all’Arcigay Il Cassero di Bologna
A rendere ancora più significativa la vicenda è la soluzione adottata dopo la revoca. Il Consiglio Nazionale ha infatti affidato temporaneamente al Comitato Arcigay Il Cassero di Bologna la responsabilità territoriale su Napoli.
Si tratta di una scelta di particolare rilievo anche dal punto di vista geografico e politico: una delle realtà storiche del movimento LGBTQIA+ bolognese viene chiamata a garantire, almeno temporaneamente, la continuità della presenza e della rappresentanza di Arcigay nella città di Napoli.

Nel documento viene ribadito, allo stesso tempo, il riconoscimento della storia di Antinoo. Arcigay ricorda il ruolo svolto per decenni dall’associazione nella difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+ e nella crescita del movimento in Campania, auspicando che in futuro possano ricrearsi condizioni di dialogo, partecipazione democratica e fiducia reciproca.
Proprio questa doppia dimensione rende la decisione particolarmente rilevante: da un lato, il riconoscimento del patrimonio storico di Antinoo; dall’altro, una rottura istituzionale sufficientemente profonda da determinarne la perdita della rappresentanza territoriale.
Il Congresso del 31 agosto
La vicenda avrà ora un passaggio particolarmente significativo. Sul sito nazionale di Arcigay è stata pubblicata la convocazione del Congresso dell’Associazione Antinoo Arcigay Napoli.
La prima convocazione è prevista per domenica 30 agosto alle ore 18, presso la sede legale dell’associazione, in vico San Geronimo 17. La seconda convocazione è invece fissata per lunedì 31 agosto 2026 alle ore 17, presso Casa ARCI, in via Carlo De Marco 4, a Napoli.
Un appuntamento che arriva poco più di un mese dopo la decisione del Consiglio Nazionale e che, inevitabilmente, assume un particolare peso politico.
Il Congresso potrà rappresentare il momento in cui Antinoo sarà chiamata a confrontarsi sul proprio futuro, sulla propria organizzazione interna e sul rapporto con Arcigay nazionale dopo la perdita della funzione di Comitato Territoriale.
Ed è proprio da ciò che accadrà nelle prossime settimane che si potrà comprendere quale direzione prenderà il movimento associativo napoletano e se esisteranno le condizioni per ricostruire quel rapporto fiduciario che Arcigay nazionale ha dichiarato essere venuto meno.
Napoli, del resto, non è un territorio qualunque nella storia del movimento LGBTQIA+ italiano. La città ha alle spalle decenni di mobilitazione, battaglie politiche e costruzione di spazi di libertà. Anche nel 2026 il Napoli Pride ha celebrato trent’anni di storia, rivendicando ancora una volta il ruolo della città nel percorso dei diritti e dell’autodeterminazione.
Per questo la vicenda non può essere ridotta a una semplice disputa tra organismi associativi, né a un cambio di sigla sulla porta di una sede.
La domanda che resta aperta riguarda la rappresentanza stessa: chi rappresenterà Arcigay a Napoli e attraverso quale percorso verrà ricostruita una presenza territoriale stabile, autonoma e riconosciuta?
L’incarico affidato temporaneamente al Cassero di Bologna garantisce una continuità formale, ma apre contemporaneamente una nuova fase, nella quale sarà necessario comprendere quale spazio verrà dato alle energie, alle associazioni e alle persone LGBTQIA+ che operano direttamente sul territorio napoletano.
Il Congresso del 31 agosto sarà quindi un primo banco di prova.
Per Antinoo, chiamata a interrogarsi sul proprio futuro.
Per Arcigay nazionale, che dovrà trasformare una decisione eccezionale in un percorso credibile di ricostruzione territoriale.
E, soprattutto, per la comunità LGBTQIA+ napoletana e nazionale, che dopo questa frattura ha diritto di sapere cosa verrà costruito in futuro.
Rita Nappi

