Non solo turismo in penisola sorrentina, l’intervista con il presidente dell’associazione rainbow
D.R.O.P. nasce nel 2021 da un gruppo di volontari del Sorrento Pride. Prima di questa data non c’erano associazioni LGBT in penisola. La sfilata dell’orgoglio sorrentino fu organizzata nel 2019 poi la pandemia da Covid ha rimandato di due anni la nascita della realtà in provincia di Napoli. Ma cosa significa D.R.O.P.? Per spiegarci questo è altro abbiamo intervistato il suo presidente Raffaele Acanfora.
“D.R.O.P. è un acronimo – afferma Raffaele – che sta per ‘diritti, resistenza e orgoglio in penisola’. Ci piaceva l’elemento della goccia (drop in inglese vuol dire appunto goccia -ndr-) che richiama tanti aspetti della nostra terra come il mare, il latte dei Monti Lattari, il limone. Parliamo di diritti LGBT ma non solo, anche di quelli umani, resistenza intesa come antifascismo, orgoglio per i diritti della comunità e infine penisola per contestualizzare la presenza sul territorio”.
Gli eventi LGBT e non solo nella penisola sorrentina
D.R.O.P ha organizzato varie iniziative per fare informazione sul territorio rivolte non solo alla comunità. Il 17 maggio scorso, giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, hanno infatti tenuto un convegno aperto al pubblico con il supporto del Comune di Piano di Sorrento e della Commissione Pari Opportunità, dedicato all’omotransfobia in tutte le sue sfumature aggiungendo anche un contesto storico.
“Il convegno – continua il presidente dell’associazione della penisola – si è svolto anche per dare una risposta a tutti quelli che dicono che il Pride non serve e che i gay hanno tutto. Non è così. Mi rendo conto che le persone ignorano tanti argomenti anche con innocenza. Ad esempio c’è chi crede addirittura che possiamo sposarci in chiesa. Premesso che il matrimonio in chiesa non è un diritto che richiediamo ma è un esempio estremo per dire che tanto volte si dà per scontato che abbiamo dei diritti che in realtà non ci sono consentiti”.

L’associazione organizza anche eventi ricreativi come, ad esempio il torneo di burraco di domenica scorsa 18 ottobre. Incontri di questo tipo creano comunità. Un elemento che mancava alla penisola sorrentina, come spiega nel dettaglio Raffaele Acanfora: “Quando ero ragazzino per confrontarmi con qualcuno che vivesse le mie stesse condizioni dovevo andare all’Arcigay di Napoli. Non era pratico arrivare fin lì. Uno degli elementi su cui abbiamo potuto lavorare di più è stata proprio la nascita di spazi dove le persone del nostro territorio possano riunirsi durante i nostri eventi, per divertimento o per supporto e informazione, senza necessariamente andare fuori”. Tuttavia c’è l’altro lato della medaglia da considerare: “alcune persone per paura di mostrarsi in determinate situazioni preferiscono andare verso Napoli o Salerno, per timore o per svariate motivazioni”.
Le reazioni alla nascita di D.R.O.P.
Le reazioni della gente del posto alla nascita di questa nuova realtà sono state le più disparate: D.R.O.P. ha ricevuto tanti complimenti e appoggio ma c’è stato anche qualcuno che non l’ha vista di buon occhio. “La penisola sorrentina – prosegue Raffaele – è un territorio molto turistico, aperto allo straniero e quindi al diverso. Tuttavia il discorso è differente per le persone del posto. Si conoscono tutti, c’è il chiacchiericcio di paese, quindi le persone omosessuali e transessuali si sentono un po’ soffocate da quest’atmosfera e anche le famiglie temono che i loro figli possano essere giudicati. In generale la maggior parte dell’accoglienza è stata positiva ma la realtà della penisola è difficile da interpretare perché ha questa ambivalenza. C’è un notevole turismo LGBT legato al fascino delle bellezze naturalistiche e storiche ma non esiste un locale dichiaratamente rainbow. Il discorso quindi è diverso per le persone del posto rispetto a quello che possono fare i turisti quando sono nella propria camera da letto, fatto che non importa a nessuno. C’è un po’ di ipocrisia, fattore normale in una realtà chiusa, rispetto alle grandi città”.

Gli obiettivi di D.R.O.P. sono migliorare la condizione a livello amministrativo e portare forza lavoro dentro l’associazione. Inoltre il presidente spiega “vogliamo portare progetti concreti anche all’interno delle scuole nonostante i vari paletti che sono stati messi. L’informazione dei giovani è importantissima, non solo sui diritti LGBT ma anche sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili”.
Il sogno più grande dell’associazione della penisola sorrentina è organizzare in futuro dei Pride. “I Pride hanno bisogno di tanti volontari che diano disponibilità concreta. Non vedo tutte queste braccia per cui è un azzardo che non mi sento in grado di affrontare, e parlo anche a nome dell’associazione. Tra un paio di anni però spero di riuscirci. Mi piacerebbe creare qualcosa di ciclico che comprenda non solo la penisola ma anche la costiera. Tutti luoghi a vocazione turistica ma chi ci vive paga il prezzo della cartolina. I Pride di provincia sono molto più importanti di quelli delle grandi città dove è una consuetudine. Le persone che ci vivono sanno che tra giugno e settembre ci sarà un giorno dedicato al Pride. Nei luoghi di provincia a volte ho dovuto finanche spiegare cosa fosse un Pride. È per me importante farlo nelle piccole realtà, dove non arriva quel messaggio. Ci sono tanti giovani che hanno bisogno di quel messaggio per scendere in piazza e non sentirsi soli”.

Giornalista professionista dal 2013. Mi definisco ‘Madriletana’, sempre sospesa tra Napoli e Madrid. Scrivo da quando ne ho memoria. Sono dell’idea che “se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore”.
Periodista profesional desde 2013. Me defino como “Madriletana”, siempre suspendida entre Nápoles y Madrid. Escribo desde que tengo memoria. Creo que “si vale la pena arriesgarse, me juego incluso el último fragmento de corazón”.

