A Puerta del sol a Madrid ci sono oltre cento tende per l’accampata in favore del diritto alla casa dopo le manifestazioni di sabato 26 e di mercoledì 23 settembre quando il simbolo di questa lotta, Maricarmen, è stata sfrattata dalla sua abitazione
“Accampata a Sol per il diritto alla casa. Non ne possiamo più. O cade la rendita immobiliare, o cade il governo. Tutti a Sol!”, questo il messaggio del Sindicato de Inquilinas de Madrid apparso sul proprio profilo X. Secondo l’organizzazione trecentomila persone hanno partecipato ieri sera alla grande manifestazione per le strade della capitale spagnola per il diritto alla casa.

Oltre cento tende poi sono state installate a Puerta del Sol, il cuore pulsante di Madrid, dove molti manifestanti hanno trascorso la notte. Come scrive Demócrata.es l’intenzione è rimanere così fino almeno fino a martedì oppure anche più in là se il cosiddetto “decreto Maricarmen” non venga approvato dal Parlamento spagnolo.
La storia di Maricarmen, l’87enne sfrattata dalla sua casa di Madrid
Il decreto Maricarmen prende il nome da una signora di 87 anni che si chiama María del Carmen Abascal, ma che tutti chiamano Maricarmen. L’anziana è diventata il simbolo e il “punto di non ritorno” della lotta contro la crisi delle case sofferta nelle grandi città spagnole dove gli affitti sono arrivati a cifre esorbitanti.
Mercoledì scorso Maricarmen, che ha un’invalidità del 50%, è stata sfrattata di forza e portata all’ospedale Gregorio Marañón. Sotto casa dell’anziana c’è stato un alto concentramento di manifestanti che hanno tentato il tutto per tutto per non farla sfrattare, venendo colpiti anche dalle forze dell’ordine madrilene. Quest’ultimi sono riuscite a entrare nel palazzo di Sainz de Baranda nel quartiere Retiro solo dopo aver lanciato dei lacrimogeni per disperdere chi impediva l’accesso alla casa della signora.
Il tutto è nato quando nel 2018 la Renta Corporación comprò la casa dell’anziana signora che viveva lì da 70 anni. La stessa società le propose di comprarla per 247mila euro ma lei non poteva permetterselo. L’immobile fu venduto al cosiddetto “fondo buitre” Urbagestión, un fondo speculativo o avvoltoio (letteralmente) perché appunto specula e approfitta sulla gestione e compravendita immobiliare. Nel 2018, Abascal, che pagava 450 euro di affitto con la sua pensione di 1350, si è vista alzare questa cifra a 2650 euro al mese.
La signora non aveva le risorse per pagare questa cifra così la società Urbagestión avviò una risoluzione del contratto. L’iter legale è durato otto anni fino a quando il fondo ha avuto ragione grazie a una sentenza del Tribunale Supremo.
C’erano già stati tre tentativi di sfratto non riusciti, mercoledì Maricarmen è uscita da casa sua con la forza su una barella. Polizia e assistenti sociali le hanno concesso un’ora per raccogliere le sue cose. Subito dopo ci sono state varie manifestazioni nella penisola iberica, quella della capitale si è svolta sotto l’attico di Isabel Díaz Ayuso, presidente della regione. Il governo progressista di Pedro Sanchez è stato accusato di non fare abbastanza nonostante il fatto che la crisi abitativa fosse tra i punti principali del suo porgramma.
Il decreto Maricarmen, la lotta di Podemos contraria alle negoziazioni tra il governo e Junts
Questo punto di non ritorno ha spinto tantissime persone in varie città spagnole, e a Madrid soprattutto, a manifestare perché non ci siano più casi come quello di Maricarmen. La proposta che il Sindicato de Inquilinas de Madrid ha fatto arrivare ai parlamentari prevede: rinnovo automatico e a tempo indeterminato dei contratti, congelamento degli affitti, misure contro l’uso fraudolento di contratti di stagione e per le stanze e una moratoria che impedisca lo sfratto senza avere un’alternativa di dove andare a vivere.
Maricarmen ha voluto inviare dei videomessaggi diffusi dai canali social del Sindicato de Inquilinas de Madrid diretti a chi sta in queste ore manifestando. Nell’ultimo la signora ha dichiarato: “Se tutti ci uniamo possiamo ottenere i contratti a tempo indeterminato, possiamo ottenere ciò per cui stiamo lottando”.
In ogni caso il governo Sanchez proporrà la settimana prossima un progetto di legge che vuole rendere più rigide le regole per gli affitti di stagione, più difficili gli sfratti perle persone vulnerabili e prorogare gli affitti in scadenza per due anni. Lo stesso esecutivo però sembra dipendere da alcuni partiti regionali come quello di Junts, che già a febbraio si oppose per l’approvazione di una legge simile. Il partito indipendentista catalano di estrema destra di Carles Puigdemont è più vicino alle idee dei proprietari di casa.
Irene Montero, segretaria politica del partito Podemos ed eurodiputata, ha espresso la sua contrarietà nelle negoziazioni che sta avendo il governo con Junts sul tema della crisi abitativa. “Pensiamo che il Governo – ha dichiarato Montero – stia negoziando con Junts per imporre un boccone amaro a tutte le persone che oggi sono qui a difendere il diritto alla casa, e non lo accetteremo”. Inoltre come si legge su Democrata.es, Irene Montero “ha chiesto l’espropriazione di quelle che quantifica in «650.000 case nelle mani di fondi avvoltoio» per destinarle all’affitto sociale, oltre a una regolamentazione che riduca i prezzi della locazione”.

Giornalista professionista dal 2013. Mi definisco ‘Madriletana’, sempre sospesa tra Napoli e Madrid. Scrivo da quando ne ho memoria. Sono dell’idea che “se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore”.
Periodista profesional desde 2013. Me defino como “Madriletana”, siempre suspendida entre Nápoles y Madrid. Escribo desde que tengo memoria. Creo que “si vale la pena arriesgarse, me juego incluso el último fragmento de corazón”.

