Roberto Vannacci contro la sharia… Poi leggo il suo programma

Roberto Vannacci contro la sharia… Poi leggo il suo programma

Una riflessione sul programma di Roberto Vannacci in riferimento a vari argomenti trattati come le donne, l’aborto, l’omosessualità e il patriarcato

Roberto Vannacci ci mette ripetutamente in guardia dall’Islam, dalla sharia e da una cultura che, secondo lui, sarebbe incompatibile con quella occidentale.
Tra gli argomenti utilizzati ci sono spesso la condizione delle donne, la famiglia, l’omosessualità, la libertà individuale e il rapporto tra religione e Stato. Perfetto. Proviamo allora a leggere il programma di Futuro Nazionale applicando esattamente gli stessi criteri.

Le donne nel programma di Roberto Vannacci

Negli integralismi religiosi il ruolo della donna viene ricondotto alla famiglia, alla maternità e a una presunta complementarità naturale tra uomo e donna.
Nel programma di Futuro Nazionale compare la valorizzazione del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”, descritto come un modello da proteggere, con uomini forti chiamati a proteggere le donne. Vannacci ha inoltre dichiarato: “Il femminicidio non esiste, è un omicidio come tutti gli altri.” Il suo programma propone di cancellare il reato specifico di femminicidio. Curiosa maniera di combattere l’oppressione femminile: prima denunciare quella degli altri, poi rivalutare il patriarcato di casa propria.

Aborto

Nei sistemi religiosi più conservatori il corpo della donna viene sottoposto a norme fondate su principi morali o religiosi. Futuro Nazionale scrive: “L’aborto non è un diritto.” Propone inoltre il riconoscimento giuridico del concepito e pone tra le proprie “linee rosse” la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. Attenzione: neppure nell’Islam esiste una posizione unica sull’aborto.

Le diverse scuole giuridiche islamiche prevedono interpretazioni differenti e diversi Paesi a maggioranza musulmana hanno legislazioni molto diverse tra loro. Quindi sarebbe persino sbagliato dire semplicemente: “questa è la posizione islamica”. Ma proprio per questo il paradosso diventa ancora più interessante.


Omosessualità

Roberto Vannacci ha utilizzato anche il trattamento delle persone omosessuali nei Paesi islamici come dimostrazione della superiorità dei valori occidentali.
E su un punto non c’è nulla da minimizzare: esistono Stati nei quali interpretazioni estremamente rigide della sharia vengono utilizzate per criminalizzare i rapporti tra persone dello stesso sesso. Poi però leggiamo il suo programma. Futuro Nazionale propone: l’abolizione delle unioni civili; il matrimonio come unico istituto di coppia, perché soltanto la procreazione avrebbe “rilievo pubblico”; limitazioni nelle fasce televisive protette ai contenuti definiti “genderisti/omosessualisti”.

Quindi: quando uno Stato islamico limita i diritti delle persone omosessuali è oscurantismo. Quando in Italia si propone di togliere alle coppie omosessuali un istituto giuridico conquistato dopo decenni di battaglie, improvvisamente sarebbe “difesa della famiglia”. Deve essermi sfuggito il confine filosofico.


Famiglia

L’integralismo religioso sostiene spesso che esista un unico modello familiare moralmente legittimo. Roberto Vannacci propone una società fondata sulla cosiddetta “famiglia naturale”, esclusivamente uomo-donna, arrivando a chiedere l’abolizione delle unioni civili. Di nuovo: se è un imam a dire che esiste soltanto una forma legittima di famiglia, ci indigniamo. Se viene scritto in un programma politico italiano e accompagnato da una croce invece che da una mezzaluna, dovrebbe diventare modernità?


Religione e Stato nel programma di Roberto Vannacci

Una delle critiche fondamentali rivolte all’islamismo politico è precisamente questa: la religione non deve stabilire i diritti civili dei cittadini. Concordo.
E infatti vorrei sapere perché Futuro Nazionale pone tra i propri principi non negoziabili la difesa dell’“identità cristiana”. Uno Stato liberale non deve essere islamico. Ma, piccolo dettaglio che sembra essersi perso per strada, non dovrebbe essere neppure cristiano. Dovrebbe essere LAICO.

Perché la libertà religiosa significa poter essere cristiani, musulmani, ebrei, buddhisti, atei o adoratori del sacro ragù domenicale senza che lo Stato stabilisca quale fede debba definire i diritti degli altri.

Patriarcato

E arriviamo probabilmente alla contraddizione più spettacolare: ci raccontano da anni che dobbiamo proteggerci da culture nelle quali il ruolo dell’uomo sarebbe dominante rispetto a quello della donna. Poi Futuro Nazionale mette nero su bianco la necessità di “proteggere” il patriarcato mediterraneo. Non combatterlo. Non superarlo. Proteggerlo. E contemporaneamente propone di eliminare il reato di femminicidio. Roberto Vannacci stesso ha dichiarato che “il femminicidio non esiste” come fenomeno penalmente distinto.

Quindi ricapitoliamo:
Quando il patriarcato parla arabo è una minaccia alla civiltà occidentale.
Quando parla italiano diventa “patriarcato mediterraneo”.
Quando una religione pretende di definire la famiglia è integralismo.
Quando lo facciamo richiamandoci alla tradizione cristiana è identità.
Quando qualcuno vuole limitare la visibilità delle persone LGBT in nome della morale religiosa è oscurantismo.
Quando proponiamo di cancellare le unioni civili e togliere dalla televisione determinati contenuti LGBT diventa tutela dei minori.
Quando la religione pretende di decidere sul corpo delle donne è fanatismo.
Quando scriviamo “l’aborto non è un diritto”, improvvisamente diventa difesa della vita.

Forse allora il problema, per qualcuno, non è davvero l’integralismo. È soltanto quale religione lo esercita. Io non voglio la sharia in Italia.
Ma proprio per questo non voglio neppure una sua versione cristiano-identitaria, patriarcale e tricolore. La libertà non consiste nello scegliere quale religione debba imporre la propria morale agli altri. La libertà consiste nel fatto che nessuna religione lo faccia altrimenti possiamo cambiare simbolo, lingua e libro sacro quanto vogliamo: l’integralismo resta integralismo.